
Molte classi di scuole di ogni ordine e grado -anche straniere- arrivano in Archivio di Stato per una semplice visita di conoscenza o per fare una ricerca. In ogni caso, mostro loro dei documenti, quelli più belli o più significativi quando vengono per una visita, e quelli specifici quando vengono per una ricerca.
E’ interessante vedere la sorpresa e il piacere di bambini e bambine o ragazze e ragazzi nello scoprire una realtà -quella dei documenti e delle fonti- per loro fino a quel momento insospettabile e che si rivela invece ricca affascinante e molto importante per la costruzione della narrazione storica.
Mi impegno a spiegare il concetto di narrazione, di selezione di informazioni, di punto di vista, e faccio fare piccoli esercizi attraverso i quali ci si possa rendere conto meglio e per esperienza di questi concetti.
Uno di questi esercizi consiste in una piccola guida nel far immaginare la mano che teneva la penna d’oca (i documenti medievali sono molto amati dai ragazzi) e che scriveva il documento; poi immaginare il braccio e poi la persona: dove era seduta? e dove era poggiato il documento? come era la stanza? e quella stanza in quale casa/palazzo si trovava? e quel palazzo in quale città? e quella città in quale impero, in quale stato si trovava? e quell’impero era in Europa … e su su a guardare la realtà sempre più dall’alto e a vedere quel documento inserito in un contesto grande, in una fitta rete di eventi contemporanei ad esso e che in esso non vengono scritti e quindi non tramandati.
Il tutto non per svilire il valore del documento, ma per far comprendere meglio come quella antica scrittura ci dice qualcosa e non tutto, e posto che sia autentica. E ci dice quello che l’istituzione, il privato, l’ente hanno deciso venisse detto.
Ho sorriso quando alcuni giorni fa ho sentito una persona dire, parlando di cose sue, ‘quello che c’è c’è e quello che non c’è non c’è’: è una bella sintesi di quanto sto scrivendo.
Questi percorsi sono molto utili anche per far riflettere i giovani sulle miriadi di informazioni in cui sono immersi, sulla veridicità dei dati e sull’importanza di sapere chi scrive l’informazione che ci giunge. E loro sono prontissimi a comprendere, anche i bambini e le bambine capiscono subito, a tal punto che bambini e bambine e l’insegnante di una quarta elementare, la scorsa primavera hanno accettato il suggerimento di scrivere un diario riflettendo ogni volta su cosa e come viene scelto ciò che si scrive; rendendosi conto quindi su cosa come e perché si pone l’attenzione. Mi fecero vedere i primi meravigliosi esiti di questo lavoro, e poi mi hanno promesso che a fine anno mi porteranno il loro diario completato e lo lasceranno all’Archivio, come è d’uso, d’altronde, con ogni lavoro e ricerca fatti dalle scuole.
C’entra qualcosa questo post e altri con l’intento destrutturante dichiarato come fondamento di questo blogghinoblogguccio? Sì.
Ieri mi ha telefonato il mio più grande amore. E mi dice che ha gradito molto gli ultimi post. Rimango piacevolmente sorpresa nel sapere che lui legge questa pagina, e gli dico che ne sono onorata, perché lo stimo molto e moltissimo gli voglio bene. Lui è effettivamente l’unico uomo che io conosca bene e da molto tempo e che con me è stato … un uomo degno di questo nome. Bene, lo ringrazio, gli dico che questi ultimi post sono un copia-incolla di altri di vecchi blog che ho cancellato, oppure di qualcuno di fb. Poi gli chiedo perché, cosa trova di piacevole in questi ultimi post, considerando anche il fatto che invece io non li trovo proprio in linea con l’intento del blog, ma comunque ogni tanto bisogna-è-necessario esplorare nuovi territori, nuovi modi, nuovi percorsi e nuove mete.
E lui mi risponde che questi post sono scritti in modo più organizzato, che così lui li comprende meglio perché non sempre gli sono chiari quei post dove le informazioni sono messe l’una accanto all’altra, frammentate; non sempre gli è chiaro il mio intento, il significato che io voglio dare. E, chiaramente, scherza su quest suo ‘limite’ di comprensione.
Sorrido, e gli rispondo.
Questo blog vorrebbe essere uno spazio d’incontro, non vuole esaurirsi in se stesso, bensì creare collegamenti, infatti metto sempre molti link con pagine in rete: mi piacciono ‘le’ ‘verità’ costruite insieme; siamo già abbastanza feriti/e e umiliati/e da quelle verità che ognuna per proprio conto si pone a verità assoluta.
Questo blog vorrebbe proporre una riflessione sullo scardinare i nessi logici e falsi logici con i quali si costruisce-argomenta un discorso: ho già detto in altri post che le due parole “poiché” e “quindi” usate nello stesso discorso hanno fatto e fanno più danni di tutte le guerre messe insieme.
Questo blog vuole “abbandonare”, “lasciare libero-a” 🙂 l’eventuale lettore-lettrice: cioè, se l’autore non guida nel discorso, se non porta a ciò che gli interessa, dove liberamente chi legge scopre di poter arrivare? Quali significati e connessioni chi legge può scoprire, può dare a ‘ciò che c’è’? E può riflettere su ciò che non c’è, visto che la destrutturazione spesso crea spazi bianchi? E … non avrei voluto spiegarlo proprio per benino come sto provando a fare, perché anche questo è un modo di indirizzare … però ogni tanto bisogna anche smentirsi 🙂 e comunque l’ho già fatto, sebbene in modo meno ordinato, nella spiegazione sotto il titolo del blog.
Questo blog vuole far capire le ‘sconnessioni’, vuole far capire che accanto a quello che c’è (il documento di cui si parlava sopra) c’è molto altro che non c’è in quello che c’è (tutto il mondo intorno al documento di cui sopra).
Questo blog vuole suggerire quello che mi suggerì un maestro mentre mi insegnava storia, e cioè cercare quello che non è stato raccontato.
Questo blog vuole ‘esasperare-per-evidenziare’ la tendenza attuale della frantumazione e frammentazione dei discorsi, molto diffusa nel mondo digitale e altrove, della moda delle frasette, della moda di estrapolare piccoli brani da opere, non solo letterarie, e porle all’attenzione di tutti/e, senza citazione della fonte, così che un’informazione completa non viene mai data e la sua interezza viene persa: frasette da intere poesie, frasette da filosofi, frasette da storici, da fisici, da matematici; frasette che illudono di conoscenza mentre cancellano le lunghe strade che si devono percorrere per giungere alla conoscenza.
Questo blog vorrebbe evidenziare tutto questo e altro, ed ho comunque il timore di non saperlo fare, soprattutto perché, a forza di essere guidati/e, cosa possiamo comprendere se non siamo guidati/e?
Lo sdoganamento che il digitale ha comportato, con le piattaforme come fb o quelle che permettono di gestire blog, ecc., ha portato alle urla dell’ignoranza, all’esposizione dell’incompetenza, all’avanzare dell’arroganza, è vero, ma soprattutto ha evidenziato il fallimento dei ‘maestri’, di coloro che avrebbero dovuto formare le persone, di coloro, cioè, che da sempre si sono arrogati la proprietà e la veridicità dei “discorsi” e che hanno argomentato, convinto, guidato con i loro “poiché” e i loro “quindi” fasulli.
Questo blog, soprattutto, non pensa di avere particolare valore; ha il valore di uno spazio in cui una donna esprime in disparte alcune sue personali riflessioni, ‘sconclusionandole’, cioè togliendo loro le conclusioni: e senza alcuna pretesa specialistica …
Certo, al mio più grande amore gliel’ho detto con altre parole e abbiamo riso insieme, ma più o meno il senso è questo.
I pezzetti hanno un grande valore per me, costruiscono l’insieme. Amo le orchestre, mi emozionano: molti strumenti suonano per darci la complessa musica scritta dall’autore, suonano in sintonia con competenza bravura e rispettando lo spartito. Amo i mosaici, l’immagine resa da tanti sassolini diversi da loro. Amo le persone, così diverse eppure tutte ‘persone’. Amo ciò che è fatto da tante cose.
E questa è la BUONA NOTIZIA in questo blog: dai pezzetti si costruisce l’insieme, anche dai frammenti e dai frantumi si raggiunge un senso. Quale? Vedremo. Questa è una strada nuova da percorrere nel costruire il “discorso”, i “discorsi”; è un bell’allenamento a confrontarsi su ciò che unisce … l’ho già detto, sogno da sempre l’altro modo: non formare alla guerra, ma alla pace; non allenarsi all’uso del fucile, ma al dialogo, all’incontro, al rispetto …
La BUONA NOTIZIA in questo blog è anche che ogni post/frammento contiene l’informazione “mondo” e l’informazione “selezione, narrazione, consapevolezza” … non ve ne eravate accorti? 🙂 fateci caso 🙂
Tra le tante cose che costruiscono un insieme di valore, c’è anche ascoltarsi e comprendersi e saper chiedere e accettare le scuse.
Col mio grande amore abbiamo fatto e facciamo così da quando ci conosciamo. E’ un’amicizia che dura da quasi quarant’anni e a ragion veduta posso parlare di amore, non siamo mai stati amanti fidanzati o sposati ma è un legame che definisco d’amore dal più profondo del cuore. Avremmo potuto perderci, non vederci più, ma invece no: sappiamo che siamo pezzetti di valore, anche semplicemente in quanto esseri umani, e costruiamo l’insieme del mondo ascoltandoci, comprendendoci, sapendo chiedere e accettare le scuse. Non siamo tra quelli che pensano le persone in termini di compatibilità, non ci pensiamo come prese/spine elettriche 🙂 ; siamo tra quelli che pensano le persone in termini di capacità relazionali, caso mai, e queste sono cose in cui si cresce, per fortuna … anzi, per splendida volontà e capacità di rispetto.
Grazie, tesoro prezioso, di essere nella mia vita.

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