“L’amore non è personale : questo è il punto decisivo che continuiamo a dimenticare. E’ questa la sua principale fissazione, la sua principale isteria. Perché [l’amore] non è suo, non è mio. E neanche degli dèi, probabilmente. Eros non era un dio in un contesto greco [ma un dèmone], nel contesto di gran parte delle culture, tranne il Cristianesimo. Si presume che questo sia un pregio della religione cristiana, la prova della sua unicità : il Cristianesimo ha fatto dell’amore il suo Dio. Così, per restare in contatto con il Dio della nostra cultura dobbiamo sentire amore, innamorarci, essere amabili, amare gli altri e noi stessi secondo il comandamento, e l’amore diventa un enorme problema, il principale obiettivo dello sforzo terapeutico. Nella cultura cristiana il problema dell’amore è intrecciato a quello della salvezza dell’anima e della ricerca di Dio. […]
Se appena potessimo lasciare solo l’amore. Se solo potessimo dargli più spazio e meno attenzione, baderebbe a se stesso. E’ come ospitare in casa un amico : non chiedetegli ogni minuto se è comodo; o un malato : non provategli continuamente la febbre. Se solo sapessimo farci da parte, lasciarlo andare e venire. Cerchiamo sempre di incanalare l’amore, di “rivolgerlo”, di “condividerlo”… Perché? Può farsi vivo in ogni momento. E quello che cerca è PSICHE. Cerca l’anima, sulla quale ha un lavoro da svolgere. Voglio dire che l’amore è molto più interessato alle nostre fantasie, alle nostre immagini e ai nostri complessi che a noi personalmente, a quello che sentiamo e vogliamo e desideriamo. E’ questo a spaventarci a morte. Comincia ad attivare tutti i complessi. Tinge d’oro le fantasie rendendole irresistibili. Aurea Afrodite, la chiamavano. Splendente. Fiammeggiante. Ma l’amore non è una forza indipendente al di fuori delle immagini, dei complessi. E’ al loro interno, l’Eros è già nella Psiche, pronto a incendiarsi. La psiche è altamente infiammabile. Così la avvolgiamo nell’amianto, tenendo a distanza immagini e fantasie, e l’amore che contengono. In questo, Freud aveva ragione : Eros è il contenuto della Psiche rimossa. E la resistenza è come un muro a prova di fuoco. Ma all’amore non si può arrivare direttamente. E’ questo l’errore delle terapie che incoraggiano ad amare, che si concentrano sulla traslazione. Pensano di poter arrivare all’amore in modo diretto. Per quanto mi riguarda, io tento la via dell’anima, delle immagini, che comunque è dove l’amore si nasconde. Comincio semplicemente a conversare dall’anima e dell’anima, della paura di morire, di ricordi carichi di emozioni, di curiosi distacchi, di isolamento, e l’amore inizia a svegliarsi. […]
L’amore entra nella terapia perché cerca psiche, perché vuole psicologizzarsi, ed è un vero errore psicologico immaginare l’amore come qualcosa di personale. Naturalmente sembra personale perché è interiore, intimo, ma l’intimità riguarda l’anima, l’attivazione dei complessi . […]
Si racconta che il Buddha abbia detto che c’è paura in ogni cosa; ebbene, anche qui non è l’eros che è all’opera nella cosa, che la intensifica in immagine intelleggibile, che la rende psichica? E non è resistenza, quello che la cosa gli oppone? Ha paura. Ma noi non siamo queste emozioni, o almeno, esse sono un genere di “noi” molto diverso, non un Io o un Sè, ma noi in quanto particolare oggettivazione di quello che accade, o recipiente dell’incremento. Siamo fatti dal desiderio nella nostra stessa roccia fresca che, naturalmente, non è altro che i nostri complessi, i nostri problemi, le nostre patologie dure come la roccia. E’ qui che c’è il calore ed è qui, anche, che l’amore si accresce “.

James Hillman, Il linguaggio della vita

 

 

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«Non è poco confessare a se stessi il proprio vivo desiderio. Molti hanno bisogno di un particolare sforzo d’onestà. Troppi non vogliono sapere a che cosa anelano, perché ciò pare loro impossibile o troppo doloroso. Il desiderio è però la via della vita. Se non ammetti di fronte a te stesso il tuo desiderio, allora non seguirai te stesso ma strade estranee che altri hanno tracciato per te. Così non vivi la tua vita, ma una vita estranea.[…] solo un’imitazione scimmiesca.»

Jung, Libro Rosso, p.250

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5_Mappa-di-Hereford-dettaglio-col-mar-Rosso-e-la-Torre-di-BabeleMappa di Hereford, Dettaglio col Mar Rosso e la Torre di Babele

http://www.lundici.it/2017/08/imago-mundi-viaggio-fantastico-in-una-mappa-medievale/

 

 

 

 


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